Sulla disciplina in materia di monetizzazione e rapporto con la cessione gratuita delle aree

Settore: Urbanistica


Keywords: Cessione gratuita delle aree – Monetizzazione – Eccezione – Onere di motivazione per la P.A.


T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. I, 11 maggio 2021, n. 430 – Pres. Gabbricci, Est. Garbari

Sulla ratio della disciplina in materia di monetizzazione, si evidenzia che la regola è costituita dalla cessione gratuita delle aree, che consente di reperire le aree a standard in loco e quindi di assicurare uno sviluppo urbanistico equilibrato, costituendo la monetizzazione una eccezione e non risolvendosi la medesima in una vicenda di carattere unicamente patrimoniale e rilevante solo sul piano dei rapporti tra l’ente pubblico e il privato che realizzerà l’opera, poiché non può ammettersi separazione tra i commoda (sotto forma di entrata patrimoniale per il Comune) dagli incommoda, cioè il peggioramento della qualità di vita (dei residenti della zona, che fonda il riconoscimento della legittimazione processuale di questi ultimi a dolersi della violazione della misura degli standard). Pertanto la monetizzazione non può essere automaticamente imposta al privato che invece preferisca cedere le aree a standard, senza alcun limite, posto che l'art. 46 precisa in modo del tutto chiaro i suoi presupposti, dovendo essa trovare giustificazione obiettiva, ovvero dovendo l'Amministrazione dar conto delle sue ragioni (nel senso che essa non risulti possibile -ad esempio per penuria degli spazi fisici- o non sia ritenuta opportuna dal comune in relazione alla loro estensione, conformazione o localizzazione, ovvero in relazione ai programmi comunali di intervento), a cospetto delle quali l'interessato potrà tutelarsi in sede giurisdizionale, contestandole.