Sul decorso del termine di 90 giorni per la decisione del ricorso proposto in via gerarchica

Keywords: Ricorso gerarchico – Termini – Omessa pronuncia della P.A. – Rimedi


T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. I, 17 ottobre 2022, n. 958 – Pres. Gabbricci, Est. Pavia

È principio pacifico in giurisprudenza quello secondo cui, poiché il termine assegnato all'Amministrazione per pronunciarsi sul ricorso gerarchico non è perentorio, come si deduce dalla disposizione generale in materia di ricorso gerarchico (art. 6 del d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199), il decorso dei novanta giorni previsti dalla norma non estingue il potere di decidere il ricorso amministrativo, ma il soggetto interessato ha la facoltà, alla scadenza di detto termine, di proporre ricorso giurisdizionale o straordinario avverso l'atto originario nei rispettivi termini di decadenza, ovvero di proporre ricorso giurisdizionale avverso il silenzio - rigetto, ovvero ancora di attendere, ai fini dell’eventuale impugnativa, la decisione tardiva dell'Amministrazione. Ne consegue che, una volta maturato il silenzio - rigetto, l'interessato è onerato di proporre rituale impugnazione (mediante ricorso giurisdizionale ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato) nei termini di decadenza previsti dall'art. 29 c.p.a.