Scelte urbanistiche della P.A. e “affidamento qualificato” del privato

T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. II, 04 ottobre 2022, n. 907 – Pres. Massari, Est. Bolognesi

Le scelte urbanistiche sono caratterizzate da un’amplissima discrezionalità che non è sindacabile dal Giudice amministrativo se non per errore di fatto, manifesta irrazionalità o per le ipotesi in cui la destinazione di specifiche aree risulti confliggente con particolari situazioni che abbiano ingenerato affidamenti e aspettative qualificate. Le ipotesi di “affidamento qualificato” sono ravvisabili nell'esistenza di convenzioni di lottizzazione, di accordi di diritto privato intercorsi tra Comune e proprietari, di giudicati di annullamento di dinieghi di concessioni edilizie o di silenzio-rifiuto su domanda di concessione. In mancanza di tali eventi non è configurabile un'aspettativa qualificata ad una destinazione edificatoria non peggiorativa di quella pregressa, ma solo un'aspettativa generica analoga a quella di qualunque altro proprietario di aree che aspiri all'utilizzazione più proficua dell'immobile, posizione cedevole rispetto alle scelte urbanistiche dell'Amministrazione: sicché non può essere invocato il difetto di motivazione, in quanto si porrebbe in contrasto con la natura generale dell'atto e i criteri di ordine tecnico seguiti per la redazione dello stesso.