Inerzia della P.A. e natura della sanzione repressiva in materia edilizia

Settore: Edilizia


Keywords: Tutela interesse pubblico – Abusi edilizi – Poteri della P.A. – Caratteristiche


T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. I, 16 luglio 2021, n. 656 – Pres. Massari, Est. Massari

La mera inerzia da parte dell'amministrazione nell'esercizio di un potere-dovere finalizzato alla tutela di rilevanti finalità di interesse pubblico – quale è, per l'appunto, quella del ripristino della legalità violata nelle attività di trasformazione edilizia del territorio – non è per certo idonea a far divenire legittimo ciò che è sin dall'origine illegittimo, ossia l'edificazione sine titulo. Allo stesso modo, tale inerzia non può certamente radicare un affidamento di carattere legittimo in capo al proprietario che ha realizzato l'abuso, giammai destinatario di un atto amministrativo favorevole idoneo a ingenerare un'aspettativa giuridicamente qualificata. Infatti la sanzione repressiva in materia edilizia costituisce atto dovuto della pubblica amministrazione, riconducibile ad esercizio di potere vincolato, in mera dipendenza dall'accertamento dell'abuso, con la conseguenza che il provvedimento sanzionatorio non richiede una particolare motivazione, essendo sufficiente la mera rappresentazione del carattere illecito dell'opera realizzata; né tale necessaria previa comparazione dell'interesse pubblico alla repressione dell'abuso – che è in re ipsa – con l'interesse del privato proprietario del manufatto si impone quand'anche l'intervento repressivo avvenga a distanza di tempo dalla commissione dell'abuso.