Sulla discrezionalità del potere di pianificazione territoriale

Settore: Urbanistica


Keywords: Pianificazione territoriale – Discrezionalità – Motivazione – Obiettivi di conservazione e sviluppo


T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. I, 10 marzo 2021, n. 235 – Pres. Gabbricci, Est. Tagliasacchi

Il potere di pianificazione territoriale è ampiamente discrezionale e la decisione di attribuire una certa destinazione o un certo regime (anche peggiorativo rispetto alla disciplina pregressa) a una determinata area non necessita di una specifica motivazione, trovando giustificazione nei criteri generali di impostazione dello strumento urbanistico. Conseguentemente, le scelte urbanistiche non sono sindacabili dal Giudice amministrativo, salvo che non risultino inficiate da errori di fatto o da abnormi illogicità. Ciò premesso, va osservato che la pianificazione urbanistica prescinde dalla titolarità delle aree sulle quali va a incidere, così come dalla ripartizione catastale delle stesse, avendo riguardo piuttosto alle qualità di dette aree, al contesto nel quale si inseriscono e agli obiettivi di conservazione e/o di sviluppo che l’amministrazione intende perseguire. Può dunque legittimamente accadere che un’area appartenente a un unico proprietario o costituente un unico mappale catastale sia in parte assoggettata a un regime urbanistico e in parte a un altro.