Natura dovuta e vincolata dell’accertamento di conformità edilizia

Settore: Edilizia


Keywords: Accertamento di conformità – Natura – Potere della P.A. – Assenza di discrezionalità


T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. I, 08 luglio 2021, n. 643 – Pres. Gabbricci, Est. Garbari

Il potere comunale correlato ad una domanda di accertamento di conformità ex art. 36 del D.P.R. n. 380 del 2001 ha natura dovuta e vincolata, in quanto condizionato, esclusivamente, all'accertamento dell'eventuale conformità delle opere abusive rispetto alla disciplina urbanistico-edilizia vigente sia al momento della realizzazione delle stesse sia a quello della presentazione della domanda ("doppia conformità"). L'esercizio del potere in questione non prevede, quindi, alcun margine di discrezionalità, essendo rigorosamente ancorato all'accertamento della suddetta conformità. Laddove il Comune non si pronunci espressamente entro il termine di sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza, sulla stessa, ai sensi dell'art. 36, comma 3, del D.P.R. n. 380 del 2001, si forma una fattispecie tipica di silenzio significativo in senso sfavorevole al richiedente, il cd. silenzio-diniego che va impugnato, alla stregua di un provvedimento esplicito di rigetto, entro il termine decadenziale, adducendo tuttavia, esclusivamente, ragioni di diritto tese a comprovare la sanabilità degli abusi, con esclusione del deficit di motivazione, del quale la fattispecie in questione è ope legis strutturalmente carente, oltre che di tutti gli altri vizi formali del procedimento, quali ad esempio la mancanza di pareri o del preavviso dei motivi ostativi all'accoglimento.